I Monumenti

Giunti a Volterra non si può fare a meno di ammirare e restare affascinati dai suoi bellissimi monumenti.

La Porta all’Arco
La Porta all’Arco, la più celebre e la più antica tra le porte inserite nel perimetro delle mura etrusche. La particolarità della porta risiede negli elementi che la compongono, tutti appartenenti ad epoche differenti. I fianchi, formati da enormi blocchi rettangolari e contemporanei alle mura, si attestano risalenti ai sec. IV-III a.C. mentre gli archi in tufo, alti 6 metri, sembrano una ricostruzione avvenuta dopo l’assedio di Silla (80-82 a.C.). Per quel che concerne invece il significato delle tre teste poste a decorazione dell’esterno, si hanno versioni differenti: potrebbero evocare sacrifici di vite umane nella conservazione di nuove costruzioni, o un ricordo del costume di affiggere alle porte le teste tagliate dei nemici vinti, oppure potrebbero rappresentare Giove e i Dioscuri, o ancora, la Triade Capitolina Giove Giunone e Minerva. La muratura al di sopra è invece un rifacimento medioevale.

La Cattedrale
Continuando l’itenerario turistico nella città non si può fare a meno di visitare la Cattedrale che al suo interno offre un aspetto tardo-rinascimentale, pur conservando nella struttura e nell’impianto la forma basilicale a croce latina a tre navate. Lo spazio è diviso da ventidue colonne rivestite di stucco simulante granito rosa, frutto dell’intervento eseguito nell’ambito del restauro del 1842-1843, mentre i capitelli in stucco bianco realizzati nel Cinquecento e messi a oro sono di Leonardo Ricciarelli.
La navata mediana e il transetto sono coperti da un grandioso soffitto a cassettoni, meraviglioso insieme di elementi geometrici, decorativi, floreali e di figure di santi.
Nel 1584 fu ricomposto il pulpito con parti di suppellettile del XII secolo, dovuta a maestranze dipendenti da Guglielmo Pisano. L’altare maggiore ospita l’elegante ciborio di Mino da Fiesole (1471). Ai lati, sopra due colonne tortili del XII secolo, sono collocati due angeli cerifori che sarebbero stati eseguiti dallo stesso Mino. Dietro si apre la cappella maggiore o coro, i cui stalli, di forme gotiche, furono eseguiti da maestranze senesi alla fine del XIV secolo.
A sinistra c’è la cappella dove sono conservate le spoglie di Sant’Ugo, vescovo di Volterra nel XII secolo. Segue la cappella della Madonna del Barbialla o dei Chierici, scultura lignea di Francesco di Valdambrino (primo ventennio del XV secolo). Segue al lato del transetto destro la cappella del Sacramento, decorata dagli stucchi di Leonardo Ricciarelli e dalle pitture di Santi di Tito, Giovanni Balducci e Agostino Veracini, mentre al lato del transetto sinistro si trova la cappella dedicata a San Paolo, adornata con marmi pregiati e alla cui decorazione furono chiamati Gherardo Silvani, Giovanni Caccini, Giovanni da San Giovanni, Domenico Zampieri, Matteo Rosselli e Francesco Curradi.

Palazzo dei Priori
La Piazza dei Priori è il cuore politico della città medievale, punto d’incontro della vita cittadina contemporanea e il più antico palazzo comunale della Toscana.

L’inizio dei lavori del Palazzo si attesta intorno al finire del primo decennio del Duecento e proseguirono piuttosto a rilento. Probabilmente, una prima parte dell’edificio – il piano terreno e parte del primo piano – era già completata e utilizzata intorno al 1234, ma il completamento della costruzione si ebbe solo nel 1257, come commemora un’epigrafe in esametri leonini, da cui veniamo a sapere anche che il completamento fu opera del maestro di pietra Riccardo da Como, al tempo del podestà Bonaccorso di Bellincione degli Adimari di Firenze.
Esso rappresenta il cuore dell’originario comune medioevale.
La prima pietra fu posta per volontà di Ildebrando Pannocchieschi, Conte Palatino dell’Impero, nel 1208 ma i Volterrani dovettero aspettare quasi cinquanta anni prima di vederlo finito.
La facciata originale doveva essere molto diversa da quella attuale. Sicuramente mancavano l’orologio e la torre campanaria. La torre originaria era addirittura in legno, mentre l’attuale torre risale solamente a dopo il terremoto del 1846.
La merlatura non era presente e gli archetti del primo piano, rifatti in stile fiorentino, dovevano essere diversi rispetto a quelli del secondo e terzo piano, in stile romanico.
Il piano terra era privo dei vari stemmi dei Commissari Fiorentini che governarono dal 1400 in poi, mentre erano presenti altre due porte alla destra di quella esistente e una loggia da dove il Podestà, o chi per lui, parlava al popolo.

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